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Lo spirito religioso del primo Romanticismo tedesco

dicembre 26, 2016

Letteratura

romanticismo

 

Enrico Nencioni  riassunse in una frase i caratteri del Romanticismo tedesco:

 

“ Tutti i poeti della Scuola romantica tedesca hanno un carattere religioso”.

 

E Nietzsche, altrettanto lapidario, osservò che i Romantici tedeschi non puntavano tanto ad una polemica coi classicisti, ma ce l’avevano soprattutto con gli illuministi e il loro razionalismo ateo:

 

“ I Romantici in Germania non protestano contro il Classicismo ma contro il secolo XVIII” . Di qui la pressoché unanime constatazione di un “interesse preminente per la religione” nei Romantici tedeschi, per cui Novalis poteva cantare:

 

“Un solo istante in cui Dio mi s’è donato compensa annosi dolori”.

 

Però, più che  ai poeti romantici tedeschi dovremmo chiedere ai filosofi il motivo di tanta reviviscenza religiosa. Il “retroterra” della ripresa dello spirito religioso in Germania, e in particolare del cristianesimo, va pertanto cercato nei filosofi, che iniziarono una battaglia aspra contro l’arido razionalismo del Secolo dei Lumi,  che partiva dalla errata convinzione di una “autonomia” della ragione, che produce un “sapere” che invece è “insipienza”, perché si trova di fronte al “nulla”:

 

Baaden sembra ribadite incessantemente che il profondo dissidio tra fede e sapere è la causa principale della crisi e del decadimento del sapere:

 

“Invero per quanto si proponga come unica autentica sapienza, un sapere che ignori Dio e conosca unicamente l’empirico e il temporale, un sapere cioè il cui oggetto sia non già l’essere ma il nulla è in realtà perfetta insipienza” (A. Klein).

 

Schlegel dal canto suo lottò contro il Panteismo. Il peccato originale avrebbe “intaccato” non soltanto le funzioni etiche ma anche quelle conoscitive:

 

“Scrive Schlegel  che la filosofia cristiana comincia con il riconoscimento dell’errore e con il suo chiarimento e che il suo compito è quello di guarire l’intelletto umano dalla sua tara ereditaria per ricondurlo alla sua originaria purezza e perfezione” ( C. Ciancio).

 

Schlegel parlò anche  di uno stupore della ragione di fronte all’esistenza, che  è anche la prova chiara del suo “annichilimento”  di fronte al mistero dell’esistenza, un annichilimento che prelude alla presenza di un oltre, un qualcosa che la ragione non riesce ad afferrare, e che è soltanto il prodotto di “questa sedicente filosofia”, nata “nella piatta epoca dell’Illuminismo” (A. Klein, p. 55)

 

La poesia si carica pertanto di valori filosofici, perché continuamente ci pone di fronte alla presenza dell’ignoto. Per Novalis la fiaba è lo strumento principe che ci mette in contatto con “il mondo dello spirito”:.

 

“ La fiaba per Novalis doveva contemperare il misterioso e il meraviglioso […] adeguata a configurare il mondo dello spirito” (Nel centenario di Novalis).

 

Già da questi brevi cenni è quindi possibile stabilire dove stanno le  radici dello spirito religioso del primo Romanticismo tedesco.

 

Fonti:

C. Ciancio, “La critica del razionalismo panteistico nel pensiero di F. Schlegel”, In Romanticismo Esistenzialismo Ontologia della libertà, Milano, Mursia, 1979, p. 38

“Nel centenario di Novalis”, in  L’Italia che scrive, 1972,  p. 27

E. Nencioni, “La scuola romantica tedesca …”, in Nuovi saggi critici di letterature straniere, Firenze, Le Monnier, 1909, p. 145.

Il passo di Nietzsche in V. Santoli, “Il Romanticismo”,  in Storia della letteratura tedesca, Milano, Sansoni, 1967, p. 332.

Il passo di Novalis in  V. Santoli, “Il Romanticismo”,  p. 333.

A. Klein, “Il dissidio di fede e sapere nella cultura postilluministica secondo Hegel e Baaden”, in Romanticismo Esistenzialismo Ontologia della libertà, Milano, Mursia, 1979, p. 55.

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